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IL GIORNALE DELL’ARTE DI GIUGNO 2021 GLI HIGHLIGHT DEL MESE | GIUGNO: DAL RECOVERY PLAN AGLI NFT

È in edicola il numero di giugno de “il Giornale dell’Arte”, mensile di informazione, cultura, economia, fondato nel 1983 da Umberto Allemandi.

Giugno è il mese delle grandi decisioni sulla gestione dei fondi del Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per la cultura e l’arte. Per semplificare e sveltire il sistema il Governo creerà una “Supersoprintendenza” ad hoc? Quale ruolo avrà il nuovo Ministero del Turismo, che vale il 14% del Pil?

Altro tema caldo del mese è quello della criptoarte. Il Giornale dell’Arte è pronto a offrire ai suoi lettori un approfondito Speciale NFT.

Nel frattempo continuano a pieno ritmo le aperture: questo mese il Giornale delle Mostre approfondisce in particolare il calendario di Milano, Roma, Francia, Germania e Londra.

Per i classici supplementi “Vedere in” e “Vedere a” questo mese un’ampia rosa di proposte tra Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche e Napoli.

NOTIZIE

Marciamo divisi, colpiamo insieme

Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo, intervistato da Alessandro Martini e Edek Osser sui rapporti tra il suo dicastero e quello della Cultura.
Per Garavaglia quando il turismo era agganciato ad altri dicasteri era una sorta di cenerentola, nonostante dovesse occuparsi del 14% del Pil. Oggi, particolarmente in funzione del Pnrr, occorre lavorare di concerto con Franceschini. Interessante intervista a tutto campo in esclusiva per il Giornale dell’Arte con il Ministro del Turismo.

“Il Pnrr del Governo ha una sezione specifica per il turismo, per cui sono previsti 2,4 miliardi di investimenti che, con una facile leva finanziaria, possono diventare 5 miliardi. Nello specifico, ci sono 1,8 miliardi di prestiti per la creazione di un Fondo destinato a sostenere gli investimenti sostenibili per le strutture recettive. Il resto serve a creare un importante hub digitale e a finanziare il progetto Caput Mundi, in vista del Giubileo del 2025. Le risorse sono sufficienti, ma ancora più importante è la tempistica: devono essere spese entro il 2026.”

NOTIZIE

Invece di Soprintendenze nuove, Soprintendenza super

Daniele Manacorda scava nelle pieghe delle procedure in materia di tutela dei Beni culturali: serve davvero creare una Soprintendenza Unica per le opere del Pnrr?

Dario Franceschini ha detto che prenderà il toro per le corna proponendo norme che riducano la farraginosità delle procedure autorizzative per coniugare velocità di esecuzione delle opere ed esigenze di tutela. Al momento sembra che ciò si concretizzerà in una Soprintendenza Unica Nazionale ad hoc. Su Il Giornale dell’Arte l’articolato parere di Daniele Manacorda in merito.

“È in gioco il futuro delle giovani generazioni. La parte sana del Paese, ampiamente maggioritaria, ne è consapevole, sì che nessuno vorrà il ruolo di chi predica eccessiva cautela, ma neanche quella dell’ingenuo cultore del «laissez faire». Il fatto è che non basta dire «fate, fate» al mondo delle imprese: occorre anche che quegli obiettivi siano compatibili con il livello di efficienza e con le strutture mentali della Pubblica Amministrazione.”

ECONOMIA | Speciale NFT
Questo mese l’atteso Speciale NFT, approfondimento organico da parte de Il Giornale di Economia dell’Arte di un tema profondamente controverso.
A fare da guida nel nuovo mondo degli NFT il lettore troverà Michela Moro, autrice di due articoli gemelli La galassia arte ha una nebulosa aliena: è Metaverse e C’è un criptosistema dell’arte: è Ethereum, seguiti da un rapporto sulle opinioni in materia di NFT delle principali case d’asta, significativamente intitolato Solo i nostri risultati sono reali, e da vari altri contributi. Completano il panorama Il token non è un totem, parere degli avvocati Alberto Oddenino e Alice Brancati e l’opinione dell’art advisor Mattia Pozzoni.

“In una sola settimana alla fine di aprile sono stati scambiati in criptoarte circa 176 milioni di dollari. Difficile valutare quanto sia stato speso nel mondo dell’arte tradizionale: guardando i numeri complessivi abbiamo circa un miliardo di dollari a settimana, includendo tutte le categorie di arte e antiquariato. Più del 50% è rappresentato dal segmento contemporaneo, quindi siamo di fronte a 176 contro 500 milioni di dollari. Non siamo incredibilmente lontani. Visti gli interessi e i numeri in gioco non credo che questo fenomeno si fermerà improvvisamente”. (Mattia Pozzoni)

DOCUMENTI

Il ripetente

Col profilo di Maurizio Cattelan giunge alla terza puntata il ciclo di Franco Fanelli tra “I Primattori” dell’arte.
Anche questo mese due pagine del Giornale sono dedicate a raccontare vita e opere di un protagonista del mondo dell’arte contemporanea dalla straniante (e divertente) prospettiva di Franco Fanelli. In aprile e in maggio l’onore (e l’onere) era rispettivamente toccato a Joseph Beuys e a Achille Bonito Oliva.

“No, lui non ha sbagliato nulla. Sta semplicemente invecchiando: benone sotto tanti profili, non benissimo nella più ardua impresa, quella riuscita a pochissimi artisti, ossia invecchiare dando un senso non tanto a ciò che si è fatto ma a tutto ciò che di buono porta con sé la vecchiaia. Del resto, persino a Picasso la vecchiaia non è riuscita bene”.

VERNISSAGE

Gli artisti di Pinault quotati in borsa

Luana De Micco ha visitato la Bourse de Commerce, spettacolare sede parigina appena inaugurata della collezione d’arte contemporanea del magnate francese.
In un reportage dalla capitale francese troviamo la storia della Bourse de Commerce, grande edificio settecentesco originariamente destinato a magazzino di granaglie prima e a sede della borsa delle merci poi, oggi ripensato da Tadao Ando per la Collection Pinault. In parallelo il racconto dell’esposizione inaugurale “Ouverture”, in gran parte composta di opere prima d’ora mai apparse

in pubblico, tra cui pitture di Stingel, Kippenberger e Tuymans e importanti lavori di Ser Serpas, Thomas Schütte e Florian Krewer.

VERNISSAGE

L’oceano ci salverà dal naufragio

Francesca Thyssen-Bornemisza, intervistata da Roberta Bosco, spiega il suo modo di collezionare: commissionare e raccogliere arte contemporanea finanziando nel contempo progetti ambientali e sociali.
Francesca Thyssen-Bornemisza (1958) appartiene alla quarta generazione di una delle famiglie di collezionisti più importanti al mondo. Attivista ecologista di primo piano, dirige personalmente TBA21 (Thyssen-Bornemisza Art Contemporary), fondazione che ha creato vent’anni fa e che oggi ha sedi a Vienna, Venezia e Madrid e progetti in Giamaica e nell’isola croata di Lopud, con una raccolta di quasi mille opere.

“Negli ultimi dieci anni ci siamo concentrati sulla crisi ecologica. Dobbiamo salvare gli oceani, perché solo gli oceani possono salvarci. Con quest’idea abbiamo fondato TBA21 Academy, diretta da Markus Raymond e creato l’Ocean Space a Venezia, che lavora con e per i veneziani in una città emblematica per la relazione tra mare e patrimonio, dove la maggioranza dei progetti è solo di passaggio”.

OPINIONI

Le Opinioni del mese

Antonella Anselmo discute problemi giuridici legati ai permessi di esportazione, Nicolas Ballario racconta un retroscena della sua trasmissione radiofonica, torna la vignetta Filosofarte di Sergio Barletta, e Gaggero & Luccardini scovano nel cuore della Germania l’ennesimo mostro architettonico. Non mancano l’appuntamento coi lettori le amate rubriche rubriche mensili Bufale archeologiche di Dario Del Bufalo, Il criptico d’arte di Flaminio Gualdoni, Alice nel paese delle meraviglie di Giorgio Guglielmino, La torre del Merlo di Andrea Merlotti, A Voice of America di Maria Sancho-Arroyo, Note strinate di Claudio Strinati.